Era da molto tempo che volevo fotografare i camosci, come anche caprioli, cervi e stambecchi, ma come ogni progetto bisogna pianificare tutto per tempo, scegliere il posto giusto, il periodo giusto e soprattutto avere una bella botta di C-fortuna! Nell’ultimo periodo mi sono annotato diversi posti interessanti, per esempio intorno a Rubbio c’è molta attività di caprioli e mufloni, come anche di Gheppi e altri piccoli rapaci, mentre sul Monte Grappa ho quasi sempre avvistato i camosci. Ora.. un conto è vedere questi splendidi animali, un conto è fotografarli e non per ultimo, fare delle fotografie decenti o che perlomeno soddisfino i requisiti che si è prefissati per il proprio progetto fotografico.
Detto questo, scelgo la sera prima di farmi un giro intorno a Cima Grappa (e tanti saluti a eventuali project plan etc.. ), scegliendo di salire per la strada che sale da Semonzo a Cima Grappa, passando per Campo Croce e Baita Camol. Solitamente preferisco salire da Crespano del Grappa affiancando Valle San Liberale e salendo verso il famoso Salto della Capra, ma in inverno e ancora oggi tutte le strade che portano a Cima Grappa non sono soggette a manutenzione e pulizia, oppure sono proprio chiuse. Conoscendo bene quest’ultima opzione e vedendo le condizioni della neve preferisco salire per Semonzo. Le strade sono pulite anche se proprio in corrispondenza di Baita Camol una transenna segnala l’interruzione della strada e il divieto di proseguire. Incrocio le dita per non incontrare eventuali controlli da parte delle autorità (mai si sa…) e proseguo per la strada. Proprio sotto Cima Grappa, al bivio verso Pian della Bala, la mia ascesa motorizzata finisce, in entrambe le direzioni due imponenti cumuli di neve sentenziano l’obbligo di parcheggiare. Il meteo è abbastanza strano, mi piace, si alternano momenti di sole pieno e cielo azzurro ad altri in cui le nuvoli riempiono il cielo e tutto intorno e cammini in una sorta di nebbia molto fissa, l’umidità sale e si sente, per poi tornare bello e caldo… ci sono le condizioni per scattare con diverse condizioni di luce. Mi riprometto di stare attento alle impostazioni della fotocamera cercando di adeguarmi al momento. In questa giornata ho con me la mia inseparabile Canon 6D, con GPS attivato per il geotag della gita, e il nuovissimo Tamron SP 150-600mm F/5-6.3 VC USD. Finalmente un obiettivo leggero e con un’ottima escursione focale, ma conoscendolo poco o, meglio, avendo visto i suoi limiti, decido di impostare la fotocamera con priorità di apertura a f/8 e giocare con gli ISO per avere tempi decenti di scatto e una buona qualità delle foto, tanto la Canon 6D non ha problemi sotto questo aspetto.

Lascio la macchina e seguo la strada verso il Pian dela Bala, la mia idea è di raggiungere il sentiero 152 che proprio dal Pian dela Bala va verso Meatte-Boccaor, luogo in cui ho sempre avvistato dei camosci. Purtroppo ignoro le distanze, non avendo mai fatto in macchina questo percorso, e infatti a fine giornata la stanchezza si farà sentire, non sono stati proprio due passi e molte volte ho dovuto camminare sul alti cumuli di neve non proprio compatta, frane, qualche lastra di ghiaccio, passare sotto gallerie con evidente segni di cadute di veri e propri massi, etc… però come vedrete, gli stimoli lungo il percorso mi hanno sempre stimolato a proseguire anche se con le dovute attenzioni (in tutto una sola caduta “semi-controllata”.. ).

Proprio a 100 mt dalla macchina scorgo su una altura una testa di camoscio, sono già emozionato, cerco di distendermi su un crinale e mi affaccio per capire la situazione, sono circa una decina di camosci intenti a pascolare..iniziamo bene! Come d’incanto una delle famosi nuvole riempie tutta l’area rovinando qualsiasi tipo di scatto, è come avere una carta da forno davanti all’obiettivo, loro mi vedono e tranquillamente si spostano, faccio qualche scatto e provo ad avvicinarmi lungo il crinale scivoloso, purtroppo già loro si possono spostare sia in salita che in discesa a velocità “n” volte la mia e quando arriva in cima al crinale sono già tutti spariti… non mi resta che sedermi e godermeli da distante finchè attraversano la strada, saltando il guardrail o passandoci sotto, attraversare una piana sassosa e sparire in mezzo alla vegetazione. Poco male, a dire il vero sono già contento così.
Essendomi alzato di una cinquantina di metri rispetto alla strada decido di proseguire sul crinale, seguo una vecchia trincea e sulla mia sinistra vedo il Rifugio Monte Grappa, decido per cui di affidarmi al mio senso dell’orientamento cercando di tenere a mente qualche riferimento per il ritorno. Mi siedo ancora un po’ per seguire il volo di alcuni uccelli (impossibili da fotografare purtroppo) e scendo nuovamente verso la strada dato che proprio sotto di me si intrecciano vari percorsi. Nel frattempo intravedo in lontananza una coppia di escursionisti intenti a scendere verso valle, nessun altro, e questo, anche se può sembrare strano, mi riempie di gioia. Godermi la montagna nel silenzio e in piena solitudine mi rilassa come niente altro.
Ora la strada è completamente coperta di neve, proseguo verso quella che secondo me è la direzione giusta, tutto in discesa e penso che gioia sarà il ritorno…tutto in salita! Faccio una serie di curve e un camoscio mi si materializza davanti, mi guarda, guarda in basso per scegliere la via di fuga, e anche lui tranquillamente sparisce nella vegetazione.. sono ancora fresco e la foto mi riesce bene!
Proseguo ancora, sempre in discesa, poco più avanti intravedo l’inizio delle gallerie e poco più a destra mamma camoscio con il piccolino..mi blocco ma in pochi secondi spariscono subito dietro un costone. Stavolta non riesco a impugnare per tempo la macchina e perdo il momento. Decido comunque di stare fermo, voglio ascoltare se riesco e capire dove si stanno muovendo e magari fotografarli dall’alto, ma proprio qui succede il “miracolo”. Il piccolo risale il crinale e si ferma in piedi a fissarmi, subito dopo lo segue la madre e fa lo stesso. Non mi muovo e ci fissiamo un po’. Mi abbasso e li fotografo, loro stanno sempre lì a fissarmi, si guardano intorno, secondo me per scegliere la via dove spostarsi. Decido di sedermi a fianco del guardrail, sembrano apprezzare e ritornano a brucare le sterpaglie già verdi, finché, con mio enorme stupori, decidono addirittura di adagiarsi anche loro. Resteremo insieme per una quarantina di minuti, posso scattare quanto voglio, li filmo e mi godo in relax il meraviglioso spettacolo che la natura mi sta regalando. A un certo punto decidono di spostarsi in salita, un ultimo scatto e poi spariscono.
Qui ho un dubbio, penso di avere le foto che volevo, però ho ancora tempo e la meta che mi ero prefissato era appunto il sentiero 152. La strada è un disastro, l’entrata delle gallerie è coperta da un muro di neve depositata, all’interno ci sono massi e sassi di varie dimensioni caduti dalle pareti e dal soffitto, esternamente non è possibile aggirarle, il vecchio sentiero è parzialmente ceduto, proseguo in assoluto silenzio ma con passo spedito, vorrei evitare eventuali incidenti in una zona così poco battuta e senza copertura telefonica. Finalmente arrivo al Pian dela Bala, sono molto soddisfatto. Qui trovo un escursionista solitario, un ciao veloce, e poi proprio prima di imboccare il sentiero 152, vedo sotto di me altri 4 camosci, mi stendo, li fotografo con calma, poi mi raggiunge l’escursionista e ci facciamo insieme buona parte del sentiero, fin dopo il ponte tibetano che segna la fine della via ferrata dei Sass Brusai. Parliamo di fotografia (argomento per me insaziabile) poi ci salutiamo e ne approfitto per riposarmi un po’, altri camosci sopra e sotto di me, altri scatti, poi finalmente decido di tornare verso la macchina. La salita è lunga, la neve non aiuta, ma continuo ad avvistare camosci, è incredibile, sono sfinito ma euforico.
Arrivo finalmente alla macchina, mi disseto con la mia preziosa bottiglietta d’acqua, e riprendo soddisfatto la via del ritorno. Non vedo l’ora di controllare gli scatti nel mio computer (e di mangiare qualcosa).

Di seguito alcuni scatti della giornata, altri potere vederli direttamente nella galleria European mammals, A presto

Mario – CPT Staff